Winner Taco, Loser Taco

È notizia dell’altro ieri che Algida, dopo avere per anni subito le pressioni, gli sfottò e le lamentele della rete, ha deciso di riprendere la commercializzazione del tanto amato Winner Taco, gelato che chiunque non sia troppo giovane ricorderà con piacere, se non altro come simbolo degli anni 90.

Io amavo il Winner Taco (d’ora in poi WT), questo sia chiaro fin da subito, e non rinnegherò mai il mio amore per lui.

Nonostante questo mi chiedo: rilanciare WT è un’operazione sicura e redditizia dal punto di vista di Algida? Apparentemente sì, del resto migliaia di utenti popolano la pagina Facebook Ridateci il Winner Taco e se hanno fatto «tanto rumore da risvegliare un orso dal suo letargo», allora il guadagno è assicurato.

Le operazioni nostalgia, tuttavia, non vanno sempre a buon fine. Puntare su un prodotto per il grado di affezione che suscita nel pubblico è spesso rischioso, soprattutto nell’era dei social network che inevitabilmente fungono da cassa di risonanza per l’amore/odio verso un prodotto, un brand, un artista, non sempre con un riscontro reale della cosa. “Migliaia di persone” sono sufficienti per guadagnarci? 10.000 persone (questo è, circa, il numero degli iscritti alla pagina di cui sopra), delle quali, tra l’altro, non sappiamo quanti davvero siano dediti alla causa o quanti, per esempio, si siano addirittura iscritti dopo la notizia (e noto che sono in rapido e costante aumento), sono un buon campione rappresentativo della popolazione? La stessa pagina Facebook ha giocato, a sua volta, sul fattore emotivo, più che sulla reale necessità del ritorno di WT.

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Per Algida è probabilmente comunque più sicuro puntare su un vecchio prodotto che, in un modo o nell’altro, ha già un certo appeal sul pubblico, piuttosto che su un prodotto creato ex novo, o un ennesimo restyling estivo limited edition di Magnum e Cornetto (dal quale il solo Magnum Gola uscì vittorioso, per poi sparire velocemente anch’esso come il WT).

Tra l’altro in rete già si scaldano gli animi di altri nostalgici, più anziani, provenienti dai lontanissimi anni 80, che reclamano a gran voce che il vero, purissimo, originale Winner sia reintrodotto sul mercato, perché, a detta degli interessati, ha sicuramente più meriti del WT (ma solo 300 fan su Facebook). Qualcuno usa toni pesanti «Fanculo il winner taco, io rivoglio questo», mentre qualcun altro, più pacato e diligente, si è accorto di come le recenti trasposizioni a gelato di Mars e Snickers siano in tutto e per tutto il vecchio Winner.

Tornando a WT, siamo sicuri che, nonostante tutto, il fenomeno non sia, ancora una volta, passeggero? Tutto sommato se WT è sparito una volta, non è chiaro perché non dovrebbe farlo di nuovo, soprattutto perché le cause di un ritiro ritiro dal mercato sono sempre da ricercare nelle vendite insufficienti, anche se Algida sembra adduca tra le motivazioni la mancanza dello stecco (e tutti i biscotti gelato, allora?).

Detto ciò, il mio sentore (e timore) è che WT sia destinato a non durare, benché io mi auguri il contrario. Nel frattempo godiamoci il suo ritorno, preparandoci alla prossima acerrima crociata del Web.

Spunti di Riflessione #1

Link: cosa è successo

I moderati, su internet, non esistono.

In fondo, non c’è alcun motivo per moderare i termini sul web. Si sta chiedendo a soggetti, mossi da pulsioni, istinti, tumulti emotivi, passioni, ideali, di non fare di tutto per far valere la propria idea, in un luogo non sottoposto a censure, dove due monitor e migliaia di kilometri di cavi separano i contendenti. L’insulto non è punito. La violenza verbale non è punita. La maleducazione non è punita. La mancanza di rispetto non è punita. Se è vero che, in assenza di regolamentazioni, l’uomo permane nel suo stato di natura, allora è davvero un’impresa ardua moderarsi nei rapporti con l’altro, sul web.

I moderati, su internet, non esistono.

Se i moderati su internet esistono, allora, se esistono persone che rispettano la cosiddetta Netiquette, di certo sono persone di gran lunga più intelligenti di quelle che moderate, sul web, non lo sono.