Gamestop: perché evitarlo e come imparare a fare acquisti in ambito videoludico

Mi ero ripromesso da tempo di scrivere questo pezzo, di portare a un livello superiore la mia crociata contro la disinformazione nel commercio videoludico.

Non c’è cosa peggiore, per un appassionato di videogiochi come me (pochi lo avranno colto dal nome del blog), che vedere fiumi di gente dal Gamestop. Ragazzi in adorazione, accompagnati da fidanzate spesate e spazientite, ma, devo notare, sempre più a loro agio nell’ambiente. Bambinetti implumi, desiderosi di sapere quando uscirà il nuovo Call of Duty, magari di chiedere conferma al saggio commesso, conferma di quella data ufficiale pubblicata su internet: si sa mai. E poi le mamme, vittime prime di questo eccidio intergenerazionale inesorabile e di difficile contenimento, costrette a destreggiarsi tra migliaia di titoli, attirate dalle copertine più colorate e vistose, dai giochi cosiddetti “su licenza”, ispirati a film, icone, personaggi, marchi famosi, che, sono convinte, saranno sicuramente i giochi più belli ed emozionanti. Diciamolo, una volta per tutte: i giochi su licenza (quasi tutti) fanno schifo. Per citare un simbolo di noi videogiocatori, i giochi su licenza sono “merda che caga merda” (grazie Farenz). Sono giochi fatti apposta per abbindolare l’inesperto di turno, la madre stressata dai capricci del bimbominkia che si ritrova in casa.

Anche togliendo le mamme disperate, tuttavia, Gamestop rimane un negozio che pullula di persone ed è davvero una cosa che stento a comprendere. Ma andiamo con ordine, ovvero cominciando a smantellare, pezzo dopo pezzo, ogni presunta motivazione valida per recarsi da Gamestop, partendo dal pensiero-tipo, il mantra che, se pronunciato con convinzione, evidentemente, rende mentalmente impotente l’acquirente medio (completo di legenda colorata per non perdersi!):

“Gamestop è un negozio specializzato in videogiochi, pertanto troverò personale esperto, che mi tratterà onestamente e, nel caso io non sia avvezzo alla materia, mi aiuterà a fare la scelta migliore, guidandomi tra i prezzi, sicuramente più alti (siamo in un negozio specializzato!), ma che vengono ripagati da una più ampia offerta e disponibilità di prodotti.”

Via.

Gamestop è un negozio specializzato, è vero, senza dubbio la catena di videogames principale in Italia e nel mondo. Questa sua posizione quasi monopolistica lo rende pericolosissimo per il cliente occasionale (vedi sopra) e, come primo effetto, ha quello di permettere una forte speculazione sui prezzi, davvero elevatissimi. Giusto per avere un’idea del fenomeno, un gioco, in qualsiasi punto vendita, in media costa 60-70 euro, ma la svalutazione è abbastanza veloce per i titoli meno importanti e, in ogni caso, anche i titoli più venduti dopo qualche mese è già possibile reperirli fino a una ventina di euro in meno. Gamestop NON segue la normale svalutazione di un titolo: al lancio un gioco costa 64,90€ – 69,90€ di fisso e se vende bene continuerà a costare ugualmente anche a 6 – 10 – 12 mesi di distanza. Questo è un comportamento scorretto e, soprattutto, non è equamente ripagato da un servizio superiore ad altre catene di distribuzione, difatti, se è vero che è veramente difficile cogliere in fallo il negozio con qualche assenza in catalogo e quindi l’hardcore gamer e l’appassionato di giochi di nicchia non potranno mai restare a mani vuote, è però altrettanto vero il fatto che qualsiasi punto vendita che tratti di elettronica (vedi MediaWorld), ma anche la maggior parte dei comuni supermercati (Carrefour, Iper…) coprono una fetta più che sufficiente della richiesta, avendo sugli scaffali almeno i giochi del momento, i più attesi, i più famosi, i più venduti, in grado di soddisfare tutti i palati. A un prezzo molto minore, manco a dirlo. Mettetevelo poi in testa: chi lavora da Gamestop per la maggior parte delle volte non sa di videogiochi più di quanto potreste sapere voi una volta lettovi il catalogo di Gamestop. Sì, forse essendo persone giovani è facile che anch’essi siano videogiocatori, ma tendenzialmente non sono tra i più informati e, cosa più importante da ricordare, sono pagati per vendere, soprattutto i bruttissimi giochi su licenza, che tra l’altro sono tra i più costosi, e i giochi invenduti, che lo sono per più di un motivo. Questo rende chiaro che i commessi del Gamestop non possono considerarsi esperti del settore, in media, e difficilmente vi daranno informazioni più accurate di quelle che potreste reperire su wikipedia o affini. Per lo più vi infastidiranno, un po’ come i commessi del Foot Locker, tentando di vendervi tutto fuorchè quello che volete acquistare e, credetemi, è davvero difficile difendersi. Facciamo degli esempi tra le tante “truffette” di Gamestop. Primo tra tutti: l’assicurazione sul gioco. Se aggiungete una piccola somma al prezzo del gioco che comprate (solitamente 3 euro, ma non fidatevi ciecamente di ciò che scrivo) avete il disco assicurato, ovvero in caso di rottura del disco (!!!!!) ve lo cambieranno con un disco nuovo di pacca. La richiesta di assicurazione viene presentata alla cassa, quando già si è nella fase finale dell’acquisto, per cogliere il cliente un po’ di sorpresa e spingerlo a pensare “caspita, per così poco alla fine conviene, può sempre succedere qualcosa”. Sfiga a parte, a meno che non vogliate centrare la console dal divano lanciando il CD come un piattello, le probabilità di rottura di un disco sono assolutamente remote e vi stanno solo inculando dei soldi. Un altro simpatico modo in cui altri soldi lasceranno il vostro portafoglio è la sempiterna scusa del resto mancante. Tutti i giochi venduti da Gamestop, infatti, costano, con il trucco più vecchio del mondo, TOTeuro e 98 centesimi, 99 centesimi e via dicendo. E i commessi sono addestrati fin da piccoli a mentire, mentire e ancora mentire spudoratamente, affermando SEMPRE di non avere i centesimi di resto, non dandoveli mai indietro. Non ci perdete (quasi) nulla, è vero, e loro non ci guadagnano (quasi) nulla. Ma, come si suol dire, è una questione di principio. Soprattutto perchè ultimamente la politica sembra cambiata e planata verso un approccio DeFilippesco: “il centesimo di resto lo vuoi o lo diamo in beneficenza?” Pensate quello che volete, ma personalmente non credo che quei soldi andrebbero a finire in beneficenza. Ma per me il problema non si pone, dato che Gamestop non vede i miei soldi da tempo immemore.

Smettendola con i colori, perché a questo punto della lettura cominciano a dare fastidio, vi rimando qui per un’altra truffa in piena regola, simile, tra l’altro, a una che ho sventato ed evitato personalmente (sunto della mia esperienza: volantino con sconto: wow fino a fine mese. Ehi ma è la settimana del 3×2. Cambio del volantino in corsa con prezzi gonfiati per quasi tutti i giochi di circa 20 euro. Sticazzi.)

Veniamo a un tema caldo quando si parla di Gamestop: la possibilità di comprare giochi a prezzo ridotto convertendo dell’usato (2 giochi). Di per sè la cosa è ottima, sebbene la lista di giochi accettati per questo tipo di promozioni sia decisamente striminzita e relegata a giochi abbastanza recenti, ma è giusto così, altrimenti sarebbe una strategia assolutamente fallimentare e Gamestop chiuderebbe bottega nel giro di 2 settimane. Con queste offerte, tuttavia, il risparmio per il cliente è notevole: un gioco da 70 euro può venire a costare 30 – 40 euro in meno. Il problema sta nella valutazione invece che viene fatta dell’usato “sfuso”, ovvero quello non portato per le offerte, che è veramente ridicola. Evidentemente il mercato è questo, perchè non mi risulta, spezzando una lancia a favore di Gamestop, che le altre catene che offrono la valutazione dell’usato siano molto più prodighe, ma la sensazione di essere stati derubati quando il nostro gioco, pagato 70 euro, viene valutato 3 euro dopo pochi mesi, è forte. Soprattutto perchè rivedremo il nostro gioco nello scaffale degli usati, a un prezzo almeno 7-8 volte più elevato, e, nuovo, avrà il solito prezzo invariante dei gioconi da 70. Mercato. Vabbè.

Cosa dovete aver imparato da questo mio lungo intervento? Che dovete evitare Gamestop come la morte. Che non troverete mai prezzi convenienti, a meno che non pensiate di comprare dell’usato, allora forse sì, siete nel posto giusto.

A dir la verità ho anche pensato di “lavorarci”, dato che, modestia a parte, credo di saperne assai più dei commessi abituali, ma questo non toglie che Gamestop mi continuerebbe a far schifo.

Finora ho più o meno soltanto gettato fango su Gamestop, senza però spiegare quali sono le alternative e perchè bisogna sceglierle. La mia risposta a tutto è AMAZON, sempre e comunque. I prezzi sono assolutamente concorrenziali, le spedizioni velocissime e assolutamente sicure, esiste poi la possibilità di prenotare i giochi in uscita a prezzi fuori dal mondo con la garanzia del prezzo più basso. Come funziona? Semplicemente se prenotate un gioco e il suo prezzo sale prima del lancio, vi sarete assicurati il prezzo al quale lo avete prenotato; se il prezzo scende prima del lancio scenderà anche il prezzo della vostra prenotazione. Inutile dire che il pagamento avverrà soltanto al lancio (e quindi alla consegna) del gioco e sarà, per il meccanismo appena descritto, il più basso che il prodotto ha avuto da quando lo avete prenotato. Ma non è finita! Se, navigando sul web, vedrete lo stesso gioco a un prezzo minore, potrete segnalarlo sulla pagina del prodotto e Amazon si adeguerà a quel prezzo. Credo che la cosa accada soltanto se ci sono un certo numero di segnalazioni, ma tentar non nuoce, e a me è andata bene più di una volta. Ah, non ditelo a nessuno, ma la spedizione sopra i 19 euro è gratuita.

Se sapete destreggiarvi tra le valute straniere e sapete cosa vuol dire comprare un gioco multilingua, multi5, e robe del genere, allora vi indirizzo su siti come play.com e zavvi.com che offrono prezzi ancora più convenienti rispetto agli incredibili prezzi di amazon.it.

Se invece siete degli irriducibili scettici nei confronti del commercio online allora vi basterà optare per catene come MediaWorld e affini o addirittura, come accennavo da qualche parte quassopra, a supermercati che abbiano un reparto videogames. Attenzione: nel caso dei centri commerciali è possibile talvolta trovare giochi un po’ più vecchiotti a prezzi che NON sono convenienti, nemmeno rispetto a Gamestop. Questo per il semplice fatto che sugli invenduti i centri commerciali tentano di guadagnare il massimo possibile. Solo una volta perse le speranze allora anche quei giochi raggiungeranno prezzi concorrenziali. Il consiglio è quindi di visitare 2-3 negozi differenti e valutare il prezzo migliore, che spesso non è solo leggermente differente, anzi.

Non dimenticate, poi, che se potete rimandare l’acquisto di un gioco, a meno che non abbiate usufruito delle convenientissime prenotazioni Amazon (certo, anche Gamestop fa prenotare, ma i prezzi…), fatelo e risparmierete sicuramente. In ogni caso tra il prezzo ribassato di un gioco da Gamestop e il prezzo iniziale di un gioco su Amazon vince sempre (o quasi) e comunque il gioco su Amazon…pensate un po’!

Non resta da dire altro se non che il mio ennesimo consiglio è di stare sempre in ogni caso attenti ai prezzi e, anche online, confrontare più offerte, anche se ve lo dico io che al 90% vince sempre Amazon, almeno per i siti italiani.

E se dopo tutto questo continuerete ad andare da Gamestop, beh 

Il discorso di Gesù nato

In quella contrada c’erano dei pastori i quali pernottavano nella campagna e vegliavano la notte a guardia del loro gregge. Un angelo apparve e disse loro: «Andate, troverete un bambino avvolto in fasce in una mangiatoia. È nato a voi un salvatore». I pastori si dissero tra loro: «Andiamo, e vediamo questo avvenimento» poiché di qualcuno che pensasse anche loro ne avevano davvero bisogno. E si avviarono in fretta, coi loro figli e le loro pecore e, giunti dinanzi al bambino, restarono sconcertati, a bocca aperta, a sentire quello che il bambino, che già si chiamava Gesù, diceva loro.

«Imbecilli, state lontano da me. Dicono che io, fin da prima che fossi concepito nel ventre di mia madre, faccia parte di un destino antico più del tempo, del disegno di un pazzo, dell’epopea di Dio, di quel Dio che vi hanno dato.

«Vedo che anche voi avete messo al mondo tanti bambini. Portateli via o, per causa mia, sempre secondo quello sciagurato disegno, finiranno assai presto sgozzati. Perché, chiedete voi, che hanno mai fatto di male i nostri bambini, perché mai dovrebbero venire sgozzati? E lo chiedete a me, cosa mai ne posso sapere io? Ma so che gli uomini, negli anni, nei secoli, continueranno a ripetersi questa storia, la mia storia di bambino nato, anche se non la capiranno mai.

«Mi raffigureranno così, come ora mi vedete, come io ora vedo voi, nudo in una stalla, tra mio padre e mia madre e voi fuori, al freddo, con i vostri bambini e le vostre pecore. Ma allora io sarò già stato liquidato, e anche voi, come tutti i poveri e gli imbecilli, sarete liquidati.

«Andate via.

«È già ora che io mi alzi, che io mi vesta, non ho tempo per fare il bambino. Devo nascondermi. Nascondetevi anche voi. Lo volete capire? Porto con me un destino di sangue. Mia madre lo sa, è lei sola a saperlo, ha tutto ben chiaro, tutto bene impresso nei suoi occhi di fanciulla, sfavillanti come diamanti, in guardia come lame di spade.

«Addio imbecilli, devo nascondermi. Da Erode, dite, da quel bestione? Ma via! Erode è solo un imbecille più grosso di voi. Farà quello che deve fare. Come tutti coloro che si credono potenti crederà di essere lui a decidere il da farsi.

«Passerò più di trent’anni a nascondermi. Infine il vostro folle disegnatore mi scoverà e, sulla punta della sua micidiale matita, mi trasporterà sopra una mappa di monti, di laghi, di sentieri, girando sempre intorno, come un ubriaco alla porta della taverna, a una città chiamata Gerusalemme dove i vostri sapienti lo hanno acquartierato.

«È il disegno, è il disegno, si continuerà a berciare nei secoli, il disegno di salvezza, della vostra salvezza crapuloni, fottitori, ladri, assassini. Venga la vitima, l’ostia, come è bella la vittima! Eggià, vi sono sempre piaciute le vittime.

«Invano cercherò di chiarire l’equivoco: non c’è alcun disegno, il disegnatore pazzo ve lo siete inventato voi, con le vostre teste storte per creare un alibi alla vostra sete di potere, alle vostre stragi. Macchè, non ci sentite: il dsegno, il disegno! Avrò un bel dirvi che avete preso un grosso granchio, che quel vostro Dio è tutto da rifare, che anche il disegno ve lo siete inventato da soli. A forza di parlarvi, di guardarvi, di correre dietro alle vostre miserie di sani e di storpi, ho capito dove sta l’errore, e ve l’ho detto: fate silenzio una buona volta e ascoltate la pace. Tiratela fuori, l’avete nascosta dentro di voi la pace: avrete un mondo nuovo, senza più iperboliche parabole, a misura del vostro cuore.

«Niente da fare. Ma questa sarà un’altra storia. Per adesso sono qui, appena nato, nudo, così come nudo morirò. Tornatevene a casa, imbecilli, mia madre ha fretta di fare fagotto. Poverina, spera davvero di potermi proteggere.»

Tratto da “Eclisse del Dio Unico” – Ferruccio Parazzoli – 2012 – ed. Il Saggiatore
pagg.64 – 66