Pastelli a c’era…

Oggi mi capitava di colorare il nuovo orario, quello del prossimo semestre. Piuttosto che studiare Analisi 2, ho preferito fare qualcosa che, in ogni caso, avrei fatto più avanti.

Sono parecchio sinestetico, ovvero associo automaticamente molte parole, lettere o numeri a un colore, quindi per esempio per me il numero 1 non può che essere blu, il venerdì arancione e così via. Proprio per questo per me è irrinunciabile associare le nuove materie a un colore, tutti gli anni, per stamparne un orario o decidere le copertine dei quaderni. E dire che sono pure daltonico…o forse è proprio per questo che ho una diversa sensibilità verso i colori.

Coloravo, dicevo, e mi accorgevo da quanto tempo non prendessi in mano un pastello con serietà. Intendo proprio con la volontà di colorare, prendendo l’impegno di non uscire dai bordi, di non mescolare i colori, di stare attento a non fare vedere le diverse direzioni dei vari tratti di stesura. Una volta colorare era una cosa seria. I pomeriggi passati a buttare colore su disegni e pasticci, su risme intonse d’un tratto piene di significato. Dov’erano le preoccupazioni, le ansie, i malcontenti? La più grande tragedia che potesse capitare era che a sbavare dal contorno fosse un pennarello, non una matita. Irrimediabile. E la penna magica: la voglia di colorare tutto con un’unica passata che inevitabilmente sfociava in disastro di dimensioni colossali, che magari pure il foglio si bucava. Capitava poi, sempre, che ci fosse il disegno quello grosso, quello palloso da riempire, quello che “nonna aiutami a finirlo”. Era una gran fatica, ai tempi, e come tutte le grandi fatiche dava una certa gratificazione una volta completata. Non che oggi non sia stato faticoso, ma, in effetti, ben poca soddisfazione.

C’era tutto il mondo in un pastello. Chissà, poi, come diavolo funzionavano i quaderni magici.

E tra parentesi, Analisi 2 è rossa.

Come il fuoco.

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4 thoughts on “Pastelli a c’era…

  1. Syl ha detto:

    ..e il sangue.

  2. Luigi L. ha detto:

    è un breve resoconto che mi apre la strada a numerosi déjà vu; il gesto della colorazione mi riporta – per forza di cose – almeno a 5-6 anni fa. Alle scuole medie ho avuto una illuminata , carismatica ed esigente professoressa di Ed.Artistica…ho passato almeno un giorno a settimana per tre anni con matite, pastelli o pennarelli alla mano…”tratteggio minuto e verticale”…sono artisticamente un mediocre, non ho mai avuto grande talento per la raffigurazione, alla faccia del mio estremo mancinismo, (non che tra i miei compagni ci fossero certo dei Michelangelo) però a pensarci specialmente oggi, la questione era rilassante. Con Čajkovskij, Mascagni o Ponchielli che fosse, l’ impegno scolastico in questione certo non era stressante.
    In quanto all’ associazione colore/totalità del rimanente esistente extracromatico …credo sia una cosa comune. Mai mi è venuta in mente con i giorni della settimana, ma con le “materie” sì…sono ancora pesantemente influenzato dalle copertine delle scuole elementari, e dunque…

    Inglese è arancione, Scienze verde, Storia/Geografia Azzurro , Matematica rigorosamente Blu, Italiano…rosso…

  3. lorenzocaccianiga ha detto:

    Analisi 2 è palesemente Blu come analisi 1 è verde, e meccanica è arancio non dire cazzate.

    • Analisi 1 è blu, meccanica anche, ma è un blu diverso. Arancione è onde, ma solo la parte di esercizi. Verdino analisi 3, gli esercizi, la parte teorica è azzurrina. Verdone calcolo 2. Tu non sei mai stato veramente sinestetico, mi spiace :p

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