Happy 2013

Il 2012 è stato un bell’anno dai. Nessuno credo se lo sarebbe aspettato così, visto come ci aveva lasciato il 2011. Dopo un primo periodo di incertezze e malcontenti ci siamo abituati a vivere un po’ nella ragionata austerità, nella morigeratezza che da tempo avevamo dimenticato. Certo, spiace che tutto sia arrivato all’improvviso, manco il tempo di accorgersene, nemmeno quello per ragionare sui cambiamenti economico-politici che stavano attraversando l’Italia, ma  non solo. Il Governo Monti sta facendo bene, c’è poco da dire; finalmente non c’è nulla che l’Italia debba invidiare ad altri Paesi europei, politicamente parlando e, anzi, visti gli ultimi avvenimenti, azzarderei che un po’ di timore reverenziale nei nostri confronti c’è, come forse non c’è mai stato per lo Stivale. In Francia poi, era atteso da tutti il cambio all’esecutivo, ma il nuovo nome dell’Eliseo ha sorpreso. Poco male: l’Unione è visibilmente più forte e, davvero, nessuno si sarebbe immaginato una ripresa così rapida e di grande impatto sulla politica globale. Merito anche degli “United Fails of America” e dell’immagine pessima che hanno regalato quest’anno agli occhi dell’Umanità? Può essere, di sicuro c’è soltanto che il nuovo Presidente avrà molte gatte da pelare anche e soprattutto riguardo la politica interna (qualcuno ha detto pena di morte?).
È stato l’anno della Scienza e della Tecnologia, in tutte le loro sfaccettature. Il fantomatico Bosone di Higgs è finalmente realtà: c’è ed è bello come tutti i Fisici se lo aspettavano, un po’ meno grosso, ecco. La stampa mondiale si è già scatenata con la solita fantascienza da quattro soldi, ma ci vorrà un po’ di tempo prima che queste conferme scientifiche diano una mano nella vita di tutti i giorni. Stessa cosa vale per le recentissime scoperte mediche, davvero epocali, sui possibili nuovi utilizzi delle staminali per la cura di malattie terminali.
Tempo non necessitano invece le novità nel campo dell’elettronica, sempre in espansione. L’anno dell’iPad 3 e iPhone 5? Ai melafili piace pensarla così, in realtà Apple ha già esaurito l’onda di successo degli anni precedenti e, se è vero che la casa di Cupertino è spesso pioniera, altrettanto non si può ciecamente ignorare che gli altri colossi sfruttano successivamente in modo migliore le innovazioni degli eredi di Jobs. Già a poco più di un anno dalla sua morte pare proprio che l’azienda non regga più come un tempo (come se fossero passati decenni) la domanda dei consumatori né, soprattutto, l’iconico ruolo nei desideri del pubblico. Pubblico che ha accolto con freddezza anche la nuova console di casa Nintendo, uscita quest’estate, e che ha deluso parecchio le aspettative di chi si aspettava un crossover tra potenza e motion controller: ancora una volta, come per Wii, ci si trova di fronte a una castrazione hardware a vantaggio dei casual gamers, della famiglia che si avvicina, inesperta, al mondo dei videogames. Dopo il mezzo passo falso del 3DS, Nintendo evidentemente deve rivedere le sue strategie commerciali. Del resto all’Electronic Entertainment Expo di quest’anno la parte del leone l’ha fatta Microsoft (già padrona del mercato PC con il suo nuovissimo Windows 8), presentando la nuova Xbox che sembra accontentare davvero tutti i palati videoludici, senza deludere i giocatori di vecchia data, e presenta delle prestazioni davvero da capogiro. Anche Sony ci ha provato, presentando in veste di prototipo la sua Playstation 4. La macchina è davvero stupefacente, non così dissimile dalla nuova console Microsoft, tuttavia è chiaro che Sony partirà con almeno un anno di ritardo sul mercato, come per la vecchia generazione di console e, come è già successo, potrebbe accusarne le conseguenze; nel frattempo si goda il successo globale (tiepido, ma pur sempre vincente su 3DS) di PS Vita.
Twitter, intanto, mangia sempre più utenti al più blasonato Facebook (gli analisti prevedono un sorpasso sul finire dell’anno appena iniziato) proprio mentre cominciano a prender corpo le prime bozze della Carta dei Diritti della Rete, che sembrano includere interessanti aperture relativamente alla riproduzione e allo sharing di file protetti dal diritto d’autore. Le industrie cinematografiche e musicali resteranno a guardare? Nel frattempo nell’anno appena conclusosi ci hanno sfornato prodotti eccellenti, fra tutti, per quanto riguarda il cinema, l’ultimo Batman, superiore al già acclamato secondo episodio e che, se qualcuno avesse avuto ancora qualche dubbio, ha di fatto confermato Nolan come uno dei migliori registi contemporanei. Non ha deluso Django Unchained di Tarantino; Lo Hobbit di Jackson è già nell’olimpo, come fu per il Signore degli Anelli 11 anni fa; centrano il bersaglio anche Cuaròn e Burton. Inutili, manco a dirlo, le mere operazioni commerciali di riconversione in 3D operate su Titanic e il primo episodio di Star Wars, nonostante il pubblico, in fondo, non disprezzi più di tanto. Quest’anno possiamo iniziarlo godendoci il seguito (che in realtà è un prequel) di Monsters & Co., sperando sia degno del precedente capolavoro Disney; a marzo vedremo invece se, oltre alla saga di Twilight, il cinema riuscirà a cavar soldi anche dall’opera meno conosciuta, e forse meno sdolcinata, di Stephenie Meyer: L’Ospite. In campo musicale sono stati tanti i graditi ritorni: gli U2,Marylin Manson, Christina Aguilera, Robbie Williams, Madonna, Muse, Green Day e gli amatissimi Cranberries, che hanno subito scalato le classifiche come negli anni ’90.
Come non parlare di sport! L’Italia non ha vinto gli Europei, ma il riscatto dalla pessima figura degli ultimi mondiali è stato completo. Una squadra che finalmente si può chiamare tale, che ha ricordato da vicino i campioni di Berlino. Un secondo posto che ci fa onore, sotto quella Spagna che, almeno calcisticamente, fa ancora paura. Anche i giochi olimpici ci hanno riservato soddisfazioni con un medagliere strapieno (26 medaglie di cui 12 ori).
I Maya, come previsto, si sono sbagliati. Non è accaduto nulla il 21 dicembre, nonostante l’apprensione da parte di molti fosse altissima, alimentata dalla solita macchina del businness che fagocita le coscienze. Le immagini di gruppi di persone riunite a pregare in tutto il mondo hanno fatto il giro del web, come le spiacevoli notizie di suicidi avvenuti per paura della presunta fine del mondo. Però a qualcosa questo spauracchio è servito: il timore di avere le ore contate qualcosa ha cambiato. Non mi stupirei se, nei prossimi anni, quella data fosse ricordata, proprio come una ricorrenza, per risvegliarci dal torpore delle menti in cui siamo caduti.
10 giorni fa il mondo è andato avanti così come aveva sempre fatto e fa da milioni di anni, il mondo, però, sta cambiando e l’anno appena trascorso è stato ricco di segnali positivi per il futuro. Con la speranza che anche il prossimo anno possa continuare su quest’onda, vi auguro un buon 2013 ricco di desideri da esaudire.

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2 thoughts on “Happy 2013

  1. Delo ha detto:

    Geniale.. semplicemente geniale! Come sempre la tua penna riesce a sfornare brillanti elaborati. Un mix perfetto tra ironia, fantasia e quella brillante vivacità intellettuale che solo chi ti conosce per davvero riesce ad apprezzare. Sono contento che tu abbia aperto questo blog, poiché, egoisticamente parlando, potrò leggere con ancora più facilità i tuoi piccoli (capo)lavori che tanto mi divertono.
    Non posso che rinnovarti gli auguri per un felice 2013, che sia ancora migliore di questo spumeggiante 2012 appena passato!

  2. Grazie Delo! Il tuo commento mi ha quasi commosso, e dico quasi perchè gli studi dicono che negli anni dispari, mediamente, ci si commuove meno. Ed essendo ormai nel 2013 non possiamo contravvenire!
    Buon anno (quello che vuoi) anche a te! 😉

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